Il cittadino, La metropolitana e la TEM: un amore mai nato ed uno che nascerà

di Stefano Ghilardi
Candidato al Consiglio Comunale di Mediglia per la Lista “Mediglia per Te”

L’arte del saper parlare o scrivere senza pronunciarsi in banalità ritengo sia riservata a pochi, selezionati esseri umani ai quali proprio per questo motivo è demandata, a mio parere, la possibilità di arringare folle, far opera di convincimento presso gruppi o riunioni di persone, o più semplicemente spiegare a queste ultime come stiano in realtà le cose, quali siano i fatti, quali le illazioni e quali le menzogne. Non appartenendo, ahimè, alla categoria degli oratori né a quella degli “scribi” mi limiterò a riportare quali siano le sensazioni del Cittadino comune e quali siano le “varie verità” giuntegli alle orecchie.

Per far politica bisogna essere uomini politici. Per indire manifestazioni bisogna essere uomini con una certa propensione all’organizzazione di eventi. Per capire se una qualsiasi cosa possa essere utile, inutile o addirittura dannosa è sufficiente essere uomini. Per decidere infine se sia più utile alla cittadinanza una linea di Metropolitana piuttosto che un’autostrada bisogna avere degli interessi in gioco. Immagino che per un imprenditore, i cui guadagni derivino dal maggior quantitativo di merci trasportate con automezzi pesanti o per agenti di commercio costretti a macinare centinaia di kilometri nel più breve tempo possibile sia di gran lunga più utile un’autostrada dritta, rapida e “capiente”. Per un operaio o un pensionato, per uno studente o una casalinga, per un immigrato, un impiegato od un qualunque lavoratore dipendente il cui luogo di lavoro, studio o interesse sia nella metropoli, ma che per forza di cose, per via dei prezzi delle case, si sia visto costretto a non potervici abitare o semplicemente perché ami risiedere “oltretangenziale”, o ancora, per le migliaia di persone che vogliano di tanto in tanto recarsi a Milano per fare shopping o andare allo stadio, al cinema o anche solo per passeggiare, ritengo sia di gran lunga più utile una Metropolitana. Una linea Metropolitana necessaria o, quantomeno, molto gradita anche da coloro i quali non vogliano cadere nell’incubo di dover vagare in lungo e in largo per la città alla spasmodica ricerca di un parcheggio per la propria auto salvo poi, una volta trovato, aver difficoltà nel reperire l’esatto numero di monete per saldare la tariffa per la sosta, A questo punto si tratta di capire quali di queste necessità ed interessi siano prevalenti nel “senso civico” di chi governa.

Al Cittadino perviene una verità distorta dalle troppe opinioni, dai troppi modi di pensare, vedere, legiferare. Al Cittadino, al sottoscritto in quanto tale, è “arrivata” questa verità: la TEEM ed il prolungamento della Metropolitana avrebbero dovuto, in base ad accordi presi da alte cariche provinciali e regionali, viaggiare di pari passo ovvero, allorquando si fosse deciso di dar inizio al cantiere per la costruzione dell’autostrada, si sarebbe dovuto parimenti dar vita, qui a

sud est, ai lavori per il prolungamento della linea 3. Il Cittadino dovendo deglutire forzosamente e forzatamente il boccone d’asfalto riusciva però a risollevarsi sorseggiando felicemente un buon bicchiere di “Metro Gialla”. Ma ecco gli intoppi che, come nei migliori film d’azione, arrivano sempre sul più bello: il Cittadino adesso è a conoscenza che la TEEM è già stata cantierizzata mentre della Metropolitana non se ne farà più niente. Il Cittadino a questo punto, cercando informazioni dalle fonte più disparate, riesce a capire che, essendo finanziata da soldi privati di pochi, danarosi imprenditori, la TEEM sarà realizzata prevedendo però l’esborso di una tariffa ogni qual volta essa verrà percorsa anche dal Cittadino stesso, mentre la Metropolitana, potendo contare esclusivamente sul denaro pubblico…: “beh, che ci vuoi fare, non ce n’è a sufficienza”. “Perché” domanda il Cittadino “qualche privato o le istituzioni stesse non decidono comunque di investire sul trasporto pubblico, sulla Metro?” “Perché non muove un “numero” sufficiente di interessi per giustificarne la spesa” risponde la Fonte. Il Cittadino, al tempo stesso, si rende conto che questa Tangenziale Esterna provocherà, per ovvie ragioni, anche un aumento del traffico in entrambe le direzioni lungo la S.S. Paullese la quale, nonostante gli attuali lavori di ampliamento, diverrà nel breve volgere di pochi semestri di nuovo inadeguata. E quel giorno il Cittadino si alzerà in piedi e griderà: “Io ve l’avevo detto!”.

A questo punto il Cittadino crede di avere le idee piuttosto chiare capendo che, per gli amministratori, quelle migliaia di persone di cui sopra, siano meno “interessanti” (e NON mi scuso per il gioco di parole) dei pochi, sicuramente minori in numero, imprenditori i cui interessi trarranno giovamento da questa lunga lingua d’asfalto che deturperà l’Est Milanese. Quelle migliaia di persone, le quali devono per forza recarsi a Milano, dovranno quindi utilizzare la propria vettura, o usufruire di autobus di linea più meno puntuali a causa dell’eccessivo numero di automobili riversato nelle ore di punta su strade statali sprovviste di corsie preferenziali. E’ un gatto che si mangia la coda.

Avendo visitato Parigi e constatando come una delle arterie che dalla capitale francese porta verso l’affollatissima periferia Nord sia dotata di corsie “ad assetto variabile”, un sistema in base al quale la mattina sei di esse portano verso il centro e soltanto tre verso l’esterno, salvo poi invertire il numero all’ora di punta serale, il Cittadino si chiede perché non sia stato possibile adottare qualcosa di simile anche in fase di progettazione per l’ampliamento della SS. Paullese. Addirittura al Cittadino sarebbe piaciuto, sarebbe bastato aver anche una sola di queste corsie, magari la centrale di cinque (anziché le quattro future), fosse riservata agli autobus di linea: al mattino verso Milano e la sera verso Est. Ma il Cittadino non trovando risposte a queste ultime domande intuisce che, evidentemente, Egli non smuova abbastanza interessi, non disponga di sufficienti capitali (altrimenti la Metro se la costruirebbe da solo), non abbia abbastanza voce in capitolo.

Il Cittadino allora protesta, sale sui ponti, occupa simbolicamente la Paullese per cinque, dieci minuti, indice riunioni, partecipa a dibattiti perché se solo potesse decidere in prima persona direbbe semplicemente: “NO TEEM SI METRO”, ma essendo un essere civile appartenente ad una società civile si limiterà deglutendo e sorseggiando, a dire: “D’accordo: fatevi ‘sta TEEM, perché tanto ve la farete comunque, ma dateci la Metro”.

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Informazioni su notemsimetro

Comitato per una mobilità sostenibile, contro il progetto di Tangenziale Est Esterna a Milano e per l'estensione del trasporto pubblico su rotaia.
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